PPWR e PFAS: la nuova guida UE chiarisce gli obblighi delle piccole imprese
Una nuova guida UE spiega quali documenti sugli imballaggi servono alle piccole imprese alimentari dal 12 agosto 2026 e quando valgono le esenzioni.
Il 19 ottobre 2026 la Commissione europea ha pubblicato una nuova guida al regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, o PPWR, per le piccole imprese. Per panifici, gastronomie, servizi di consegna e altri operatori alimentari il punto essenziale è questo: il regolamento si applica dal 12 agosto 2026, ma entra in funzione gradualmente. La guida distingue gli obblighi già attivi da quelli futuri.
Ora contano soprattutto conformità e tracciabilità
Le imprese considerate fabbricanti o importatori ai sensi del PPWR devono attualmente redigere una dichiarazione di conformità per gli imballaggi. La guida indica che, in questa fase, copre le sostanze preoccupanti: i limiti già esistenti per piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, più i nuovi limiti PFAS per gli imballaggi a contatto con alimenti.
Un’impresa che fa progettare o produrre un imballaggio con il proprio nome o marchio può essere il fabbricante legale anche se un’altra azienda realizza fisicamente vaschetta, sacchetto o scatola. Il fornitore deve quindi fornire dati e documentazione tecnica necessari. L’imballaggio deve inoltre essere riconducibile al fabbricante e alla dichiarazione.
Un marchio proprio può far scattare il ruolo di fabbricante
Secondo la guida, una piccola impresa è in genere fabbricante quando immette sul mercato un imballaggio o un prodotto confezionato con il proprio nome o marchio. Applicare il proprio adesivo a un imballaggio generico può bastare. Una semplice etichetta di spedizione non è branding. Usare cartoni da trasporto neutri senza aggiungere il marchio non rende di per sé fabbricante l’utilizzatore.
L’importatore immette per la prima volta sul mercato UE imballaggi o prodotti confezionati provenienti da un paese terzo. Produttore è un ruolo PPWR diverso, legato soprattutto alla responsabilità estesa nello Stato membro in cui l’imballaggio dovrebbe diventare rifiuto. Una stessa impresa può avere più ruoli.
Senza PFAS non sostituisce documenti solidi
Dal 12 agosto 2026 gli imballaggi a contatto con alimenti contenenti PFAS a concentrazioni pari o superiori ai limiti dell’articolo 5 del PPWR non possono essere immessi nuovamente sul mercato UE. La nuova guida richiede una filiera documentata. Una dichiarazione generica come «senza PFAS» non sostituisce né i dati tecnici né la valutazione giuridica del materiale specifico.
Anche «carta», «compostabile» o «naturale» non dice da solo nulla su PFAS, rivestimenti barriera o idoneità per alimenti caldi, grassi o acidi. Le imprese dovrebbero concordare con il fornitore contatto previsto, temperatura e durata. La pubblicazione è una guida pratica; il testo normativo resta vincolante.
Controllo pratico in quattro punti
- Chiarire e registrare separatamente i ruoli di fabbricante, importatore e produttore.
- Collegare ogni imballaggio a specifica, fornitore, identificativo di lotto o tipo e dichiarazione di conformità.
- Per il contatto alimentare, ottenere conferma esplicita dei requisiti PFAS e metalli pesanti, non solo termini pubblicitari.
- Non distruggere automaticamente le scorte: secondo la guida, gli imballaggi già prodotti senza le nuove marcature possono essere resi tracciabili con documenti di accompagnamento o mezzi digitali.
Le microimprese con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro possono ottenere esenzioni condizionate, per esempio quando il fabbricante fisico è stabilito nell’UE. Non è un’esenzione generale. Altre regole su riciclabilità, contenuto riciclato, riduzione, etichettatura, divieti monouso e riutilizzo arriveranno gradualmente, molte dal 2030 o più avanti.
Che cosa possono ricavarne i consumatori
La guida si rivolge alle imprese, ma offre una lezione utile anche al pubblico: il nome di un materiale o un design verde non dimostra l’assenza di PFAS. Contano di più i documenti di conformità e la vigilanza ufficiale. Chi vuole ridurre gli imballaggi può pianificare con le ricette per ingrediente di Kochzauber e acquistare il necessario con le ricette per pasto.
Conclusione: la nuova guida presenta il PPWR non come un semplice controllo di marketing, ma come un processo documentale. Le piccole imprese alimentari devono organizzare ora ruoli, prove dei fornitori e tracciabilità. I limiti PFAS sono già applicabili; molti obblighi circolari arriveranno dopo.
Fonti
- Commissione europea: guida PPWR per le piccole imprese, 19 ottobre 2026
- EUR-Lex: regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio
- Commissione europea: attuazione e calendario del PPWR
Autore: redazione Kochzauber. Aggiornamento: 20 ottobre 2026. L’articolo è una sintesi editoriale e non una consulenza legale individuale.