PET riciclato per alimenti: che cosa copre la nuova valutazione EFSA
EFSA valuta favorevolmente EREMA_VACUREMA MPR per il contatto alimentare, ma a condizioni definite. Acqua, alimenti per lattanti e forno restano esclusi.
Il 28 ottobre 2026 EFSA ha pubblicato la valutazione del processo di riciclo del PET EREMA_VACUREMA MPR, numero di registro UE RECYC342. Il gruppo non ha rilevato motivi di preoccupazione nelle condizioni esaminate: il PET riciclato può arrivare al 100 % in determinati articoli a contatto con alimenti. La conclusione vale per questo processo e i suoi dati operativi controllati, non automaticamente per ogni PET riciclato o uso immaginabile.
Come è stato valutato il processo
L’ingresso consiste in scaglie di PET lavate e asciugate, provenienti soprattutto da imballaggi alimentari raccolti. Il PET da altre applicazioni di consumo non può superare il 5 %. Nella seconda fase critica, le scaglie sono riscaldate in un reattore continuo sotto vuoto. Temperatura, pressione e tempo di permanenza devono essere almeno severi quanto quelli della prova di contaminazione validata.
La prova espone intenzionalmente il materiale a contaminanti surrogati definiti e misura quanto efficacemente vengono rimossi. EFSA valuta così in modo prudente possibili contaminazioni ignote. Non è un’analisi di ogni bottiglia futura, ma dimostra che il processo industriale specificato decontamina adeguatamente se gestito correttamente.
Quali impieghi sono compresi
La valutazione copre fino al 100 % di PET riciclato in bottiglie e contenitori, per esempio per latte, bevande analcoliche e succhi, nonché vaschette per frutta, verdura, carne cruda o cotta, latticini e dessert. È previsto lo stoccaggio prolungato a temperatura ambiente o inferiore, con o senza riempimento a caldo.
Acqua potabile, alimenti per lattanti e latte materno non sono compresi perché tali usi non erano richiesti. Sono esclusi anche articoli per microonde e forno convenzionale. Non significa automaticamente che il materiale sia pericoloso in tali condizioni, ma che non rientravano nei dati o nella conclusione.
Quattro limiti alla conclusione favorevole
- L’ingresso deve provenire da articoli in PET conformi; il PET non alimentare resta limitato al 5 %.
- Il reattore critico sotto vuoto deve rispettare temperatura, pressione e permanenza validate.
- Forma, tipo di alimento, conservazione e temperatura devono rimanere nel quadro valutato.
- Il parere riguarda la decontaminazione chimica; riciclabilità, clima e vera circolarità sono questioni distinte.
Che cosa può ricavarne chi acquista
La dicitura PET riciclato dice poco sulla valutazione specifica. Sono decisivi processo autorizzato, ingresso adatto, controllo continuo e uso previsto. Gli imballaggi vanno quindi scaldati, riutilizzati o riempiti solo secondo le istruzioni del produttore. Danni visibili, odori forti o usi impropri sono motivi per non continuare a usarli con alimenti.
Il PET riciclato non risolve ogni problema di imballaggio. Prevenzione, riuso adatto e corretta raccolta restano importanti. Piatti da asporto sono nelle ricette per pasto; le ricette per ingrediente aiutano a ridurre gli avanzi. Il contenitore deve adattarsi a temperatura e durata di conservazione.
Conclusione: via libera al processo, non a tutto
La valutazione EFSA mostra che il PET riciclato meccanicamente può tornare in numerosi imballaggi alimentari sotto condizioni rigorose. Impianto validato, ingresso pulito e uso autorizzato sono decisivi. Generalizzare a ogni rPET, bottiglia d’acqua o uso in forno supererebbe le prove.
Fonti
- EFSA Journal: sicurezza del processo EREMA_VACUREMA MPR
- Commissione europea: riciclo della plastica per contatto alimentare
- EUR-Lex: regolamento (UE) 2022/1616 sulla plastica riciclata
Autore: redazione Kochzauber. Aggiornamento: 30 ottobre 2026. La valutazione è specifica per processo e uso e non sostituisce le istruzioni del produttore.