Imballaggi alimentari & economia circolare

Plastiche biobased: l'UE valuta possibili nuove regole

La Commissione europea raccoglie dati sugli imballaggi in plastica biobased. Biobased, compostabile e senza PFAS restano affermazioni diverse.

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Immagine simbolica: imballaggi in plastica biobased senza stampa accanto a residui vegetali e contenitori per il riciclo
Immagine simbolica: imballaggi in plastica biobased senza stampa accanto a residui vegetali e contenitori per il riciclo

La Commissione europea ha aperto il 21 ottobre 2026 una consultazione pubblica sulle materie prime biobased negli imballaggi in plastica. Cittadini, associazioni, autorità, produttori, imprese alimentari e gestori dei rifiuti possono inviare esperienze e dati fino al 13 gennaio 2027. I risultati potranno confluire in una proposta legislativa; la consultazione non introduce ancora quote obbligatorie.

Su che cosa chiede pareri l'UE

La consultazione fa parte del riesame previsto dall'articolo 8 del regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, PPWR. La Commissione vuole valutare sviluppo tecnologico, prestazioni ambientali, disponibilità delle materie, approvvigionamento sostenibile e percorsi di riciclo adeguati. Si discutono anche possibili misure di domanda o obiettivi per il contenuto biobased.

Il tema copre in generale gli imballaggi in plastica, compresi quelli a contatto con gli alimenti. Non modifica gli obiettivi di fondo del PPWR: meno rifiuti, più riuso e riciclo e imballaggi progettati per essere riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030.

Biobased indica l'origine, non il fine vita

Una plastica biobased è prodotta interamente o in parte da risorse biologiche anziché fossili. Ciò non rende automaticamente l'imballaggio biodegradabile o compostabile. Viceversa, una plastica biodegradabile può contenere materiali fossili. L'UE mette quindi in guardia dall'uso del termine generico bioplastica senza dettagli.

Le plastiche compostabili sono un sottoinsieme di quelle biodegradabili e spesso richiedono condizioni controllate in impianti industriali. Devono essere raccolte separatamente perché il percorso previsto funzioni. Un'immagine verde o la parola vegetale non bastano quindi per conferire un imballaggio nell'organico.

Senza PFAS è una proprietà distinta

L'origine della materia prima non dice nulla nemmeno sui PFAS. Un imballaggio biobased non è automaticamente senza PFAS e uno senza PFAS non deve essere biobased. Il PPWR limita i PFAS oltre determinate soglie negli imballaggi alimentari; la consultazione riguarda invece quota e sostenibilità delle materie prime biobased.

Le imprese alimentari devono considerare anche barriera, migrazione, igiene, conservabilità e percorso di smaltimento realmente disponibile. Il cambio di materiale non va giudicato solo da un'affermazione sull'origine. Un imballaggio che protegge peggio o non viene recuperato localmente può creare nuovi svantaggi.

Quattro domande per controllare l'imballaggio

  • Quale quota della plastica è biobased, ed è indicata una fonte tracciabile della materia prima?
  • L'imballaggio è riciclabile, compostabile industrialmente o biodegradabile solo in condizioni specifiche?
  • Quale percorso locale di smaltimento è previsto, e le istruzioni coincidono con la raccolta comunale?
  • Esiste una dichiarazione concreta su contatto alimentare e PFAS anziché un generico claim di sostenibilità?

Durante la spesa conviene leggere le promesse dell'imballaggio separatamente dall'alimento. Le ricette per ingrediente di Kochzauber aiutano a usare completamente ciò che è già in casa. Le ricette per pasto rendono sensati i formati grandi solo quando il contenuto sarà davvero consumato.

Conclusione

La consultazione UE è un primo passo politico, non un nuovo marchio di qualità. Può chiarire quando le materie biobased offrono un vantaggio misurabile e quali requisiti servono. Per ora vanno controllati separatamente origine, degradabilità, riciclo, contatto alimentare e PFAS.

Fonti

Autore: redazione Kochzauber. Aggiornamento: 22 ottobre 2026. La consultazione non è ancora una proposta legislativa né una certificazione di prodotto.

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